Caffè dec: tutto ciò che c’è da sapere

E’ risaputo: tutti i procedimenti che hanno come obiettivo l’eliminazione della caffeina da determinati alimenti suscitano dubbi sulla loro salubrità.

Oggi cercherò di capire qualche cosa in più sulla cosiddetta decaffeinizzazione, visto che il caffè è una delle bevande di sicuro più amate e consumate dagli italiani.

Partiamo da zero: come si toglie la caffeina?

Nella miscela arabica tradizionale, la caffeina non supera l’1,5%, mentre nel caso della robusta – meno pregiata – il contenuto può arrivare al 4%. Il deca, a prescindere dalla tipologia di partenza, non deve contenere più dello 0,1% di caffeina. Le tecniche per ridurre la presenza di questo alcaloide si differenziano fra loro, soprattutto per le sostanze impiegate.

Il metodo più tradizionale è quello con il diclorometano: si tratta di un sistema che comporta un bagno in acqua per favorire l’aumento del volume dei chicchi.

Segue poi una sorta di lavaggio con questo diclorometano che serve appunto a privare gli stessi chicchi della caffeina.

L’utilizzo di questo solvente però sta scemando perché sono sorti molti dubbi sulla sua eventuale azione nociva.

Quello che è certo è che nessun trattamento elimina del tutto la caffeina.

Pur trattandosi di quantità minime, in caso di problemi cardiovascolari seri anche il caffè decaffeinato fa male. Il deca, inoltre, è particolarmente sensibile al deterioramento.

Questo inconveniente può essere aggravato dal fatto che, nell’uso domestico, lo si consuma meno frequentemente. La confezione, quindi, tende a rimanere aperta per più tempo rispetto a quella del caffè tradizionale.

Vivere è facile, vivere bene è meglio.

La Ludo

Fonte: http://www.ilgiornaledelcibo.it/caffe-decaffeinato-fa-male/

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