Anticipo scolastico: si o no?

Alla sola parola primina immediatamente scatenerete l’inferno. A partire dai pediatri, che non sono affatto d’accordo! Ma vediamo insieme perché! Partiamo subito dal dire che non si chiama più primina bensì anticipo scolastico, termine con il quale si indica la possibilità, garantita dalla legge italiana, di mandare in prima elementare anche i bambini che non hanno ancora compiuto i sei anni all’inizio dell’anno scolastico. Ovviamente, dispute a parte, tutto dipende dal bambino interessato, dalle attitudini, dalle competenze e tanti altri fattori ancora. La motivazione più sentita è che senza ombra di dubbio si toglie al bambino un anno di gioco. E il muro lo troverete anche nelle tate che tendono a perorare in modo compatto questo approccio di principio alla famigerata faccenda. Il pediatra Italo Farnetani, ordinario alla Libera Università Ludes di Malta, parlando con l’AdnKronos Salute ha infatti detto che “l’ingresso nel percorso scolastico primario anticipato potrebbe addirittura essere consigliabile, anticipando così l’attuale normativa che prevede la possibilità dell’inserimento nella scuola dell’Infanzia per chi ha compiuto i 6 anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento”. Insomma, secondo questo dottore evidentemente avverso al gioco e alla bellezza dell’infanzia, “i nati dal primo maggio al 15 settembre, che compiranno dunque 5 anni prima dell’inizio dell’anno scolastico, potrebbero tranquillamente fare il loro ingresso in prima elementare. Del resto – precisa il pediatra – l’inizio della prima elementare a 6 anni non ha nessuna valenza psicopedagogica, ma si riferisce convenzionalmente alle Leggi Casati e Coppino risalenti agli anni ’50-’60 dell’800, il periodo dell’Unità d’Italia. E voi, cosa pensate in merito alla tanto disputata questione?

Vivo a braccio, curvo a gomito.

Teo

Fonte: https://www.elle.com/it/magazine/women-in-society/a25627777/anticipo-scolastico-come-funziona/

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