Carte di credito: pro e contro dei pagamenti “contactless” a distanza

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I pagamenti elettronici hanno ormai conquistato buona parte degli italiani. Grazie alla varietà di proposte offerte dalle banche, inoltre, trovare quella su misura per sé è diventato un gioco da ragazzi.

Ci sono però delle interessanti novità nel settore dei pagamenti con moneta elettronica. Oggi c’è la tecnologia Rfid (acronimo di Radio Frequency Identification o, in italiano, identificazione a radiofrequenza), che, forte del successo raggiunto a livello mondiale, ambisce a diventare il nuovo standard di riferimento. All’estero, in particolare in Giappone e negli Stati Uniti, l’Rfid è ormai da anni ampiamente utilizzata nei pagamenti elettronici. Quanto al nostro Paese, al momento esistono diversi progetti pilota.

La tecnologia Rfid, in origine utilizzata per scopi militari, consente di pagare gli acquisti effettuati semplicemente accostando la carta di credito a un appositivo dispositivo – mobile o fisso – abilitato alla lettura a distanza e digitare il codice Pin. Non c’è bisogno di “strisciare” la carta, né di inserirla nel pos.

Ciò che distingue le carte contactless da quelle tradizionali è la modalità d’interazione con i terminali di pagamento. Sia che si opti per una MasterCard o per una carta Amex, infatti, i prodotti che hanno questa tecnologia sono identici a quelli comuni, ma al loro interno non presentano la banda magnetica, bensì sono dotati di un microchip Rfid, che contiene i dati nella memoria interna di cui è dotato. Per effettuare pagamenti in modalità contactless, è, però, indispensabile che il POS disponga di un’antenna per la ricezione a distanza del segnale. In questo modo, i consumatori possono fare acquisti, semplicemente accostando la carta elettronica al lettore abilitato e senza per forza doverla estrarre dal portafoglio o dalla borsa.

Un ulteriore vantaggio? In futuro, per i pagamenti d’importo inferiore ai 25 euro, non sarà necessario neanche apporre la firma o inserire il codice pin: un sistema di pagamento decisamente pratico, veloce e semplice da utilizzare.

Come tutte le nuove tecnologie, però, anche le carte di credito contactless presentano un punto debole: sembra infatti che siano ancora carenti sul fronte sicurezza. Un malintenzionato equipaggiato con un palmare può copiare agevolmente i dati di una carta contactless direttamente dalle tasche del titolare mentre il possessore della carta passeggia in strada. Al momento, l’unico accorgimento per tutelarsi dalle truffe sembra essere quello di avvolgere le carte contactless nella carta stagnola o conservarle in portafogli rivestiti con una speciale lamina. Ma chi li possiede?

Insomma, una buona innovazione sì, ma decisamente da migliorare.

E voi la usereste?

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