Dietro un quadro c’è quasi sempre una storia d’amore

Dietro un quadro c’è quasi sempre una storia d’amore: lo sapevate?

Che sia controverso, tormentato, magico o bello, l’amore ha ispirato innumerevoli capolavori.

Oggi vi parlo di Amedeo Modigliani e Jeanne Hébutern.

La loro vicenda si consuma a Parigi, durante le luci della Belle Epoque: fu un amore sofferto, una passione sfrenata che si infranse contro lo scoglio di una disperazione senza lieto fine.

Quando la famiglia di Jeanne venne a sapere che la figlia si era legata a un personaggio dalla reputazione così torbida arrivò a ripudiarla, lasciandola sola ad affrontare le avversità di una vita dalle sfumature tragiche.

Jeanne aveva perso letteralmente la testa per il suo “Modì” maledetto, tanto da rinunciare ai pennelli e dire addio alla sua carriera di pittrice.

Divenne sua musa a tempo pieno, posando per numerosi ritratti di una bellezza sconvolgente. Scoprì di lì a poco di essere incinta, e quando diede alla luce la piccola Jeanne (chiamata come lei) Modigliani negò la sua paternità; preferì anzi tenere segreta ai più la relazione.

Per la donna fu veramente terribile.

Modigliani in cambio, nelle sue tele, le regalava tutto quell’amore e quella bellezza che non riusciva a darle nella vita reale, fino a quando, vicino ormai alla morte a causa di un episodio di febbre tifica, il pittore capì di dover riparare ai danni e alle ingiustizie fatte alla sua devota Jeanne.

Si ritirò dalla mondanità parigina per isolarsi con lei e vivere i giorni di passione più intensa della sua vita; promise di sposarla, di riconoscere sua figlia, e dare finalmente una dignità a quella famiglia illegittima che l’aveva amato incondizionatamente fino a quel momento.

Jeanne rimase nuovamente incinta, ma il pittore non visse abbastanza a lungo per vedere il suo secondo figlio: spirò nel 1920 a soli 35 anni, a seguito di una lunga agonia.

Jeanne, che non lo aveva abbandonato neanche per un istante, fu colta da una disperazione insostenibile e si gettò di lì a poco dal balcone, trascinando nella morte anche il figlio che portava in grembo.

Vivo a braccio, curvo a gomito.

Teo

Fonte: https://www.elle.com/it/magazine/arte/a25157232/amedeo-modigliani-amori-jeanne-hebutern/

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