Home restaurant: tutto quello che c’è da sapere

In periodi di crisi, si sa, è logico vedere sempre più persone che intraprendono attività imprenditoriali, alcune delle quali anche in costante crescita a dire il vero.

Tra queste vanno annoverati senza ombra di dubbio i cosiddetti home restaurant, ossia ristoranti a casa, il cui sviluppo è parallelo alla crescita del social eating, cioè la condivisione di pasti con perfetti sconosciuti in location spesso a sorpresa.

Trattandosi di un settore in forte crescita, che oltretutto desta tanta curiosità, non se ne potevano non fissare le basi diciamo così legali.

In Parlamento, infatti, qualche settimana fa, è partito un disegno di legge che definisce home restaurant “le attività finalizzate alla condivisione di eventi enogastronomici esercitate da persone fisiche all’interno di unità immobiliari ad uso abitativo, con preparazione di pasti all’interno delle medesime”.

L’iter legislativo in realtà ha lo scopo di colmare un vero e proprio buco normativo di un business che, solo nel 2014, pensate, ha avuto un volume di affari di 7,2 milioni di euro.

Ma vediamo insieme i principali punti della normativa:

  • non si possono superare 500 coperti in un anno
  • l’attività non può precedere guadagni superiori ai 5000 euro annui
  • tutte le prenotazioni e i pagamenti devono essere tracciabili
  • HACCP
  • preferenza per alimenti a Km 0 o comunque tipici della gastronomia italiana
  • il gestore deve essere certo che cuochi e unità abitativa siano coperti da assicurazione
  • l’attività deve essere comunicata al Comune di competenza attraverso lo strumento della SCIA, cioè la segnalazione certificata di inizio attività
  • gli home restaurant non possono essere esercitati nelle abitazioni in cui sono presenti già attività di tipo turistico e/o ricettivo

Vivere è facile, vivere bene è meglio.

La Ludo

Fonte: http://www.ilgiornaledelcibo.it/legge-home-restaurant-approvata/

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