I principi della felicità secondo Schopenhauer

LA LUDO IN VIAGGIO

Quanti di voi ricordano Artur Schopenhauer, il filosofo tedesco distintosi per la sua concezione assolutamente pessimistica nei confronti non solo della vita ma del mondo in generale?

Paradossalmente, proprio lui, disfattista e sfiduciato come era, ha scritto un saggio contenente ben cinquanta (non uno eh!?) principi della felicità, intitolato “L’arte di essere felici”.

Non vi sembra strano? A lezione di felicità dal maestro del pessimismo!

Non a caso le riflessioni del filosofo contenute in questo libro furono ignorate per tantissimo tempo: Schopenhauer in effetti, anche per i suoi trascorsi personali, aveva sviluppato una visione talmente buia della vita che lui stesso la definiva un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia. 

Ma analizziamo insieme qualche passo di questo importante saggio.

Sapete qual è la felicità più alta? Schopenhauer dice che è la propria personalità, in pratica quello che siamo. Ciò che veramente fa la differenza infatti è è soprattutto il modo in cui percepiamo e viviamo la realtà. Non è affatto felice chi crede di non esserlo.

Ma, secondo il filosofo, un altro passo per la felicità è il pretendere poco: è necessario accontentarsi il più possibile di quello che si ha. L’aspirazione a qualcosa di sempre nuovo e di più grande può portare all’infelicità eterna, soprattutto se non si riescono a raggiungere determinati obiettivi.

Anche svolgere un’attività, tenersi occupati con qualcosa può essere una fonte di felicità: lo stato di totale quiete, non solo in senso fisico ma anche più propriamente mentale, non appartiene alla natura umana, il cui istinto è proprio lottare contro gli ostacoli.

Buona felicità a tutti!

Vivere è facile, vivere bene è meglio.

La Ludo

Fonte: http://lamenteemeravigliosa.it/felicita-secondo-schopenhauer/

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