Quando la censura crea martiri

Sembra ormai impossibile affrontare l’argomento migranti, anche con messaggi tutto sommato posati e universali, senza scatenare polemiche.

Succede così che a Trieste una delle più importanti artiste della scena contemporanea, Marina Abramović, si trovi a posare per il manifesto della Barcolana, la celeberrima regata che si svolge ogni anno nel mese di ottobre: si tratta di una storica regata velica, la più affollata del Mediterraneo, e quest’anno avrà luogo dal 5 al 14 ottobre 2018 (l’edizione del 2018 è la numero 50 della Barcolana).

Già in passato illustri esponenti del mondo dell’arte avevano firmato il manifesto: si annoverano, tra gli altri, Michelangelo Pistoletto, Gillo Dorfles e Maurizio Galimberti.

Nel manifesto di quest’anno, si vede Marina Abramović, in piedi, mentre sventola una grande bandiera bianca con scritta a caratteri rossi We’re all in the same boat (“Siamo tutti sulla stessa barca”).

Ci si può leggere un riferimento ai migranti e il messaggio di fratellanza universale che spinge sui nostri obblighi di accoglienza, ma non solo: si spazia infatti dal più generico tema della solidarietà a quello del gioco di squadra (adatto, peraltro, a un contesto sportivo), ma il messaggio può esser letto anche con un valore più esteso, che ci vede tutti come abitanti di un unico pianeta e quindi accomunati nel condividerne le sorti.

Vivo a braccio, curvo a gomito.

Teo

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/larte-intoccabile-chi-censura-crea-martiri-1564164.html

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