Una storia di eccessi e trasgressioni: Elsa Schiaparelli e Salvator Dalì

Quando si sono conosciuti, nel 1934, Elsa Schiaparelli era una stilista affermata con uno dei migliori atelier in Place Vendôme a Parigi. Salvator Dalì, invece, era nativo di Figues, in Spagna, ed era una personalità senza ombra di dubbio controversa e singolare. Tutti e due affermati, dunque, diversi, ma entrambi con una carriera in vorticosa ascesa. L’incontro tra i due era come previsto dal destino: entrambi creativi, entrambi audaci, entrambi visionari ma al tempo stesso con i piedi puntati per terra e le idee molto chiare. Ecco così comparire il celebre abito con l’aragosta del 1937: Dalí la piazzò su un abito lungo da sera di seta bianca, collocando strategicamente il rosso crostaceo all’altezza del bacino. L’aragosta era un “objet du jour” per Dalí, con il suo interno morbido ed esterno duro, e compariva spesso nei suoi dipinti e disegni. Fu Wallis Simpson – una che allo stile ci badava eccome – a indossare per prima l’abito in un servizio fotografico di Cecil Beaton, poco prima del matrimonio con il Duca di Windsor. Altra celebre creazione frutto dell’ormai consolidato duo Dalì-Schiap fu il cappello-scarpa, che trae origine da un disegno di Dalí, che a sua volta è l’evoluzione di una foto scattata da Gala nel 1933 che ritrae suo marito con una scarpa da donna sulla testa e un’altra sulla spalla. L’idea di una scarpa con il tacco rivolto verso l’alto, modellata a forma di cappello da indossare, era assurda, eppure si dimostrò di grande successo, definendo una volta per tutte lo stile incongruo e unico di Schiaparelli e Dalí. Eppure, come ben sappiamo, le mode non durano per sempre: nel 1940 Elsa Schiaparelli tornò a New York dove rimase fino alla fine della seconda Guerra Mondiale. Al suo ritorno la moda era completamente cambiata e l’unico a dettare lo stile era Christian Dior. Anche Dalì riparò negli Usa, per poi tornare nella sua amata Catalogna alla fine della guerra. La magia dell’incontro però si era ormai esaurita.

Vivo a braccio, curvo a gomito.

Teo

Fonte: https://www.elle.com/it/magazine/storie-di-donne/a25651167/elsa-schiaparelli-e-salvador-dali-storia/

Lascia una risposta